Due contadini meritevoli si presentano al cospetto del padrone. Il padrone, come ricompensa, assicura a ciascuno dei due la realizzazione di un desiderio.
Il primo contadino dice: "Voglio il doppio di qualsiasi cosa scelga l'altro".
Il secondo, roso dall'invidia, chiede: "Toglietemi un occhio!"
Oggi è proibito essere vecchi. Un vecchio deve sgambettare impudicamente nelle balere, scopare (con Viagra) anche quando non ne ha più voglia, partecipare a maratone in cui regolarmente si infartua. Viene accettato solo se appare giovane, se fa il giovane, se si comporta come un giovane e rientra quindi nel gran gioco del consumo. Per quanto resti comunque un consumatore marginale, serve anche lui a far andare avanti il meccanismo. Se non serve, se cioè è vecchio e lo dimostra, allora viene emarginato senza pietà...Noi siamo abituati a ragionare solo in termini quantitativi e quando ci paragoniamoad altre civiltà, culture, società, comunità, le guardiamo dall'alto in basso perché in Occidente anche la persona più povera ha un reddito superiore ai due dollari al giorno che è la media di molte realtà del Terzo Mondo.
Da noi l'anziano possiede la tv, il videoregistratore, il cellulare, l'auto ammesso che possa ancora guidare...nella società tradizionale il vecchio non possiede materialmente quasi nulla ma vive in famiglia, circondato dai figli, dai nipoti, da molti bambini, dalle donne di casa e da esse è accudito quando non è più in grado di provvedere a se stesso. E, soprattutto, conserva un ruolo. Se la sua vita ha ancora un senso, è proprio quello di trasmettere la propria esperienza ai più giovani e non di gareggiare goffamente e inutilmente con essi. E allora: chi è più povero e chi più ricco? "Il vecchio nella società agricola è saggio, nella società industriale è un relitto".